Libri da amare

Il Signore delle Mosche o Satana?

Il grande T.S. Eliot scelse il titolo per questo romanzo di William Golding…ma perché alludeva proprio a Satana? Iniziamo cercando di capire di che tipo di libro si tratti.

“Il Signore delle Mosche” è un romanzo a tesi, distopico (cioè usa la forma dell’utopia negativa). A tesi perché, Golding, vuole dimostrarci gli aspetti più selvaggi e repressi della natura umana. Non si parla di una semplice storiella ma di quello che l’autore pensava che sarebbe potuto capitare se un gruppo di ragazzini si fosse ritrovato allo stato brado su un’isola deserta, cercando di sopravvivere a loro stessi.

Stiamo parlando di un libro degli anni cinquanta del novecento: periodo in cui uscirono molti romanzi distopici. Il mondo aveva appena vissuto il delirio della seconda guerra Mondiale, aveva potuto osservare a cosa l’essere umano riusciva ad arrivare, quanto effettivamente non fossimo altro che animali ingabbiati in una forma di raziocinio imposto dalla società. Un po’ come anticipò Stevenson nel suo “Dr. Jekyll e Mr. Hyde”: l’uomo ha dentro di se quella parte istintiva, animalesca, che reprime per essere accettato dalla società, ma in un luogo dove la società non esiste, per i bambini di Golding, va formata una sorta di “forma di governo” e nella maniera più naturale questo viene fatto. Il problema sorge spontaneo: come possono dei bambini di massimo 12 anni autogovernarsi?  Nella forma più spontanea possibile, con totalitarismo, ribellioni, fino alla malignità insita nell’essere umano.

“In mezzo a loro, col corpo sudicio, i capelli sulla fronte e il naso da pulire, Ralph piangeva per la fine dell’innocenza, la durezza del cuore umano, e la caduta nel vuoto del vero amico, l’amico saggio chiamato Piggy”.

Questo è un libro molto forte, molto particolare. E’ riuscito a farmi pensare molto. Non vi aspettate una simpatica storiella di bambini che cercano di darsi delle leggi in qualche modo. E’ un libro crudo perché ci mostra a cosa può arrivare l’essere umano, ci mostra di cosa siamo fatti davvero, anche alla semplice età di dieci anni, quando pensiamo che l’innocenza sia la cosa più normale. Questa caratteristica è stata imposta ai bambini della nostra società, ma, la vera natura di ognuno, è insita in noi fin dalla nascita. Come gli animali che, dopo poco che sono nati, devono già sapersi procurare cibo e difendersi per sopravvivere, lo stesso noi, nel bisogno, nella natura selvaggia, tiriamo fuori l’unica cosa che è vera in noi: l’istinto di sopravvivenza.

Il parere di Golding sull’essere umano è, ragionevolmente, spietato, crudo e genuino.”Lord of the Flies” (titolo originale) è un trattato, un saggio romanzato da leggere assolutamente per conoscere la vera natura umana. Consigliato. 

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