Libri da amare

Il dolore utile secondo Cameron

Buon lunedì di fine settembre cari lettori. Oggi vi parlo di “dolore” ma non con la sua tipica connotazione negativa.

“Un giorno questo dolore ti sarà utile” è un libro molto particolare. Io non lo definirei del tutto un romanzo, piuttosto un libro a tesi romanzato. E’ la storia di un giovane ragazzo di circa diciotto anni, James Sveck, che racconta la sua vita ed il perché si senta un “disadattato” in questa società. Cerca in tutte le maniere possibili di fuggire dal Mondo che, però, sembra perseguitarlo soprattutto nelle figure del padre e della madre (il primo amante della chirurgia plastica, la seconda sposata ben tre volte e abbandonata durante l’ultima luna di miele). I genitori rappresentano il completo opposto di James: vogliono che il figlio faccia l’università e si senta realizzato secondo le loro aspettative, senza ascoltare cosa James vuole davvero per se.

L’unica persona che può capirlo è Nanette, una nonna molto particolare e comprensiva che appoggerà sempre le scelte del ragazzo. Il personaggio della nonna mi è piaciuto moltissimo, è una persona forte, combattiva e molto saggia, l’unica che non ha mai giudicato James.

Un altro personaggio interessante è la life coach che viene assegnata al giovane dai genitori, preoccupati per la sorte del figlio. Lei appoggerà James e gli chiederà di seguire solo quello che sente, ammirandone la sua forte sensibilità.

Insieme alla trama principale si snoda un altro racconto in flashback di un evento capitato al ragazzo che serve a mostrarci più chiaramente l’inadattabilità di James verso la società.

“Volevo solo un posto dove stare da solo.
Per me è un bisogno primario,come l’acqua e il cibo,ma ho capito che non lo è per tutti.
In camera,gli altri sembravano contenti e per nulla infastiditi di non avere mai un momento per sè.
Io mi sento me stesso solamente quando sono solo.
Il rapporto con gli altri non mi viene naturale,mi richiede uno sforzo.
Con i miei mi sento abbastanza a mio agio,ma qualche volta anche con loro sento la fatica di non essere da solo”.

Ho voluto vedere anche il film tratto da questa opera e devo dire che non lo consiglierei. Questo non è un libro scritto per essere trasposto sul grande schermo, tutta la trama si regge sui pensieri di un ragazzo, sul suo stato d’animo e sulla sua sensibilità che solo le frasi stampate su carta ci possono far capire. Il film rende quasi banale quello che questo romanzo vuole trasmettere. 

Secondo me, il messaggio fondamentale è: “lasciatemi vivere la vita come voglio, fatemi scappare dalle catene imposte da una società sempre più dittatoriale che finge di essere libera”. Basta guardare la copertina dell’ultima edizione, edita da Adelphi, in cui vi è stampata una scena del film: un ragazzo che corre, che scappa da qualcosa che lo insegue. Non  mi sento di consigliare questo libro a chiunque, il personaggio di James può rimanere poco simpatico a molti e la trama può annoiare. Ve lo consiglio solo se, anche voi, non vi sentite del tutto parte integrante di questo mondo, se ogni tanto voleste scappare come James, dalle insidie di una società che va stretta ai più sensibili. A me è successo questo, mi rispecchiavo perfettamente in questo personaggio così particolare, sono riuscita a creare un rapporto quasi empatico. James può diventare parte di ognuno di noi.thumbnail_img_8559

Buon inizio di settimana lettori 🙂

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