Libri da amare · Senza categoria

L. come Lansdale

Avete presente quando, come bambini che provano tutto per la prima volta, decidete di leggere un genere che non avevate mai considerato e rimanete tanto affascinati? A me, questo, è successo con “Drive-In” di Lansdale. Ormai, il mondo del pulp, non ha più segreti per me…ma andiamo per gradi.

Einaudi ha deciso di pubblicare i tre romanzi di questa serie in un unico tomo. Questa scelta mi è piaciuta molto, tanto non sarei riuscita a fermarmi al primo. Le prime due parti risalgono agli anni ottanta, mentre, l’ultimo capitolo della serie, è stato pubblicato nel 2005 per dare una specie di “spiegazione” ai lettori che erano rimasti con il fiato sospeso dopo i primi due libri. La trama è lunga e molto varia, fondamentalmente, però, il tutto è ambientato in una specie di film horror splatter di seconda categoria, uno di quelli realizzati con un budget bassissimo che andavano molto verso la fine degli anni sessanta. Il finale sarà una sorpresa in tutto e per tutto, qualcosa di difficile da aspettarsi. Lansdale propone un’idea di Philip Dick per esemplificare l’epilogo. Un Dio certamente esiste, ma le sue forme possono essere molteplici e inimmaginabili…non voglio svelare altro.

“Dio è solo la mente che fa gli straordinari”.

E’ difficile incasellare questo romanzo in un genere, è molto particolare. Prima di tutto direi che è horror ma allo stesso tempo è anche una commedia. E’ macabro in una maniera completamente ironica, non serve avere lo stomaco forte per leggerlo, ci sono riuscita io che pensavo di non poter reggere neanche la vista della parola “sangue”. Se aveste intenzione di iniziarlo, però, devo avvisarvi che Lansdale non si fa problemi a parlare, con molta naturalezza, di cannibalismo, sesso e budella varie. Inutile dire quanto mi sia piaciuto il suo stile così crudo e dissacrante. Non importa se parli di carne umana tagliata a pezzi, di creature mostruose o di bisogni umani molto intimi, niente è più sacro nel mondo del Drive-In, inutile, per Lansdale, continuare a mantenere le convenzioni che il raziocinio umano ha costruito nei secoli, siamo animali e come tali cerchiamo di sopravvivere anche nelle eventualità più dure.

Presentando quest’opera come un qualcosa che mi è piaciuto particolarmente, potrei sembrare insensibile e senza principi agli occhi di chi l’ha già letta o lo farà. I miei principi sono molto saldi, ecco perché ho potuto leggere questa trilogia senza problemi, non avevo dubbi, mentre scorrevo con gli occhi ogni parola, che tutto ciò sarebbe andato contro ogni mia logica. Ma fino a dove vi spingereste voi per sopravvivere?

Consiglio questo libro a chi ha il coraggio di mettere un po’ da parte la ragione che si è costruito durante gli anni della sua vita e a chi ha voglia di vedere le cose in maniera più schietta, cruda e, in parte, reale.

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