Libri da amare · Senza categoria

Sotto lo stesso cognome

“Vi amo, Goldman.”

Ho voluto iniziare questa “recensione” in modo un po’ diverso dal solito, facendo parlare al posto mio, uno dei personaggi del libro: Alexandra. Ho scelto le sue parole perché non potrei esprimere meglio ciò che ho provato leggendo la storia di questa famiglia, è giusto che loro parlino per se stessi.

Come avrete capito, oggi vi racconterò di un libro che mi è piaciuto particolarmente. Devo purtroppo prepararvi al fatto che i miei pensieri non vi aiuteranno a capire se questo possa essere o meno la storia giusta per voi. Come sempre, cercherò di farvi avvicinare alla mia visione e di farvi capire cosa sono riuscita a vedere attraverso ogni parola.

Non penso che Joël Dicker, lo scrittore, abbia bisogno di presentazioni dopo il grande successo de “La verità sul caso Harry Quebert” (Bompiani, 2012). Credo anche che questo libro non abbia bisogno di lunghe spiegazioni per motivarne la lettura, non è facilmente recensibile e non va raccontato in ogni dettaglio. Io l’ho amato perché è bello, semplicemente. E’ scritto bene, è scorrevole, intrigante, un thriller racchiuso in una saga familiare (di quelle che mi piacciono tanto). Seicento pagine di mistero e salti temporali tra gioia infantile e dramma del periodo di maturazione e crescita.

I Goldman sono individui molto diversi tra loro, uniti dallo stesso cognome ma divisi per quanto riguarda la classe sociale. I Goldman di Baltimore (chiamati con l’omonimo nome della città) sono ricchi e felici, vivono in un’enorme casa lussuosa e si amano molto. Da tre diverranno quattro quando si unirà alla famiglia Woody, un bambino problematico che è stato abbandonato dai genitori. Solo così la famiglia dei Baltimore potrà sentirsi al completo. L’altra “fazione” dei Goldman è composta proprio dal narratore, Marcus, e dai suoi genitori che vivono a Montclaire. La famiglia del protagonista fa parte della classe media e sembra essere l’anello debole della “stirpe”. Per fortuna che Marcus può contare sull’ospitalità degli zii e sulla “Gang dei Goldman”, il gruppo formato da lui ed i due cugini Hillel e Woody. L’infanzia dei ragazzi si svolge nei migliori dei modi, la gang sembra essere indistruttibile, le promesse vengono mantenute, i patti durano nel tempo. Tutto ciò fino a quando i tre non si innamoreranno della stessa ragazza, Alexandra. Da quel momento i rapporti cominceranno a cambiare e ad incrinarsi. Ciò che maggiormente influirà sulla vicenda dei giovani amici sarà l’entrata in scena di un nuovo sentimento per loro, l’invidia, che non sembrava mai aver toccato del tutto quel nucleo perfetto e idilliaco. E’ proprio da questo che partono le premesse per la Tragedia che si consumerà. Ho usato la lettera maiuscola perché lo scrittore la definisce esattamente così, fino alla fine non svelerà nulla sull’accaduto ma, da come viene descritta, si capisce che tutto il libro ruota intorno all’attesa di scoprire cosa sia successo realmente.

Dopo questa brevissima trama non posso che consigliarvi questo libro: per lo stile di scrittura, per la caratterizzazione incredibile di ogni personaggio, per la storia piena, realistica e cruda. Mi mancherà ognuno dei Goldman come se li avessi conosciuti, Hillel e Woody rimarranno sempre nei miei ricordi come amici persi che potrò ritrovare solo leggendo queste pagine magnifiche.

La verità è che un libro deve farci sentire un po’ come abbandonati alla fine e questo ci riesce in modo sconvolgente. Abbiamo trovato dei nuovi amici, dei nuovi amori, una nuova famiglia ma abbiamo anche dovuto perderli con l’ultima pagina della storia.

Buona serata a tutti voi 🙂

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2 thoughts on “Sotto lo stesso cognome

  1. Concordo con ció che ha scritto Cheriecolette, il libro io l’ho letto e ne sono rimasto innamorato, come del precedente dello stesso autore.
    Dicker ci presenta uno spaccato di società americana, middle/upper class, con tutto quello che nell’immaginario di noi europei che osserviamo ospiti rientra nei cliché dello stato sociale di appartenenza. Questa è solo una piccola parte perché il cardine conduttore , quello più visibile , è la lealtà, la dedizione , l’ammirazione …..la “possibilità “, l’amicizia.
    Come in ogni storia perfetta , così come in ogni famiglia perfetta, i sentimenti e le emozioni “ragionate” prendono il sopravvento e svelano l’altro lato della medaglia.
    È per questo che a volte è oscuro l’animo umano.
    Da leggere

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  2. Concordo con ció che ha scritto Cheriecolette, il libro io l’ho letto e ne sono rimasto innamorato, come del precedente dello stesso autore.
    Dicker ci presenta uno spaccato di società americana, middle/upper class, con tutto quello che nell’immaginario di noi europei che osserviamo ospiti rientra nei cliché dello stato sociale di appartenenza. Questa è solo una piccola parte perché il cardine conduttore , quello più visibile , è la lealtà, la dedizione , l’ammirazione …..la “possibilità “, l’amicizia.
    Come in ogni storia perfetta , così come in ogni famiglia perfetta, i sentimenti e le emozioni “ragionate” prendono il sopravvento e svelano l’altro lato della medaglia.
    È per questo che a volte è oscuro l’animo umano.
    Da leggere

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