Libri da amare · Senza categoria

Senza Carne

Buon pomeriggio lettori…

vi lascio qui qualche pensiero personale su “La Vegetariana” di Han Kang edito da Adelphi (che amo alla follia).

Chiunque fosse interessato a leggere questo libro si prepari a qualcosa di molto particolare, non vi aspettate un romanzo strutturato e raccontato nella maniera più classica, se non siete pronti a qualcosa di un po’ diverso vi consiglio di rimandare la lettura. Personalmente, ho adorato questo libro, ma i pareri sono molto discordanti, io consiglio comunque di leggerlo e di farvi una vostra opinione personale.

La storia è divisa in tre parti (La vegetariana, La macchia mongolica, Fiamme verdi). La struttura di questo tipo e l’uso di diversi punti di vista per descrivere la stessa persona e la stessa situazione, mi è piaciuta molto. Solo l’ultima parte del romanzo si svolge nel “presente” dei protagonisti. La trama è molto semplice ma quello che cela è incredibilmente complicato: un giorno Yeong-hye decide di smettere di mangiare la carne dopo aver fatto un sogno che sembra averla scombussolata. L’unica cosa che riesce a dire quando il marito chiede il perchè è proprio questa: “ho fatto un sogno”. Niente viene spiegato più nel dettaglio al momento della rivelazione iniziale. La seconda parte è raccontata dal marito della sorella della protagonista, il cognato di Yeong-hye che è un artista visuale che vede nella situazione della donna qualcosa di mistico. L’ultima parte è raccontata da In-hye, la sorella della “vegetariana” che sembra essere rimasta l’unica interessata alle condizioni della donna e che va a trovarla all’ospedale psichiatrico in cui risiede ormai considerata anoressica ed in fin di vita per la scelta di non mangiare più.

La scrittrice, Han Kang, non spiega mai del tutto i motivi della scelta della sua protagonista, il finale rimane aperto in buona parte. Leggere una storia del genere è stato esaltante per me, un qualcosa che supera i limiti della letteratura occidentale e ci mostra un mondo tanto lontano dal nostro ma che la scrittrice riesce a rendere facilmente comprensibile a tutti. E’ un bel libro, scritto benissimo, scorrevole ed inquietante al punto giusto.

“Quello che aveva davanti agli occhi era il corpo di una bella ragazza, convenzionalmente un oggetto di desiderio, eppure era un corpo dal quale era stato eliminato ogni desiderio. E non il rozzo, crasso desiderio carnale, non nel suo caso: ciò a cui la cognata aveva rinunciato, o così sembrava, era piuttosto la vita stessa che il suo corpo rappresentava”

Non sono nessuno per poter giudicare una storia tanto profonda ma, dal basso della mia “ignoranza”, devo dire che questo libro ha cambiato un po’ la mia visione delle cose. Come sempre, Adelphi non delude con le sue pubblicazioni. Per ora, penso di aver sempre apprezzato ogni titolo del loro catalogo e sono sicura che difficilmente verrò delusa in futuro.

Ultime informazioni: questo romanzo ha vinto il Man Booker International Prize 2016. La scrittrice è sudcoreana e troverete stupefacente l’immergervi in una storia tanto diversa e tanto lontana da quello che racconta in superficie. Vi consiglio di scavare il più possibile nel profondo!

Buona giornata 🙂

IMG_2017

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