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In Superficie

Buon pomeriggio a tutti…

Oggi posso dire di essere molto felice perchè ho ufficialmente concluso la sessione estiva. Cosa può esserci di meglio che regalarci una bella recensione? Vi parlo di un libro che ho apprezzato molto: “Crepapelle” di Paola Rondini, edito Intrecci Edizioni.

E’ un romanzo che si divora, scritto con una fluidità sorprendente. Le parole scorrono sul foglio (o sullo schermo dell’ebook reader se preferite) velocemente e senza intoppi. Ho amato particolarmente questa caratteristica che, ultimamente, è stata rara da trovare per me. Avevo bisogno di un bel libro come questo. La trama è interessantissima, profonda e vera al cento per cento. L’ambientazione è, per me, del tutto familiare: Firenze e le sue colline, proprio i luoghi di casa mia. Riuscivo ad immaginare perfettamente ogni vicenda, in ogni caso, lo spazio e il paesaggio sono ben definiti quindi nessuno avrà problemi a sentirsi parte di quello sfondo.

Di cosa tratta “Crepapelle” in poche parole?

Tre personaggi diversi e le loro storie che si intrecciano: un chirurgo acclamato e dalla vita (sembrerebbe) perfetta, una cinquantenne sola ed infelice del suo aspetto che vuole abbandonare il passato, un signore anziano con la sua storia da raccontare e un’adolescenza vissuta sotto gli attacchi nazzisti. Una mattina, proprio quest’ultimo signore, bussa alla macchina di Selvi, il chirurgo, e cambia la sua vita per sempre. Questo si rifletterà anche su Greta, la donna cinquantenne che desidera cambiare pelle ed abbandonare le delusioni passate. Mentre aspetta dormiente per l’anestesia, il dottore che le dovrà cambiare la vita, proprio lui, il grande e rinomato chirurgo, non riesce ad usare il suo bisturi, solo per aver letto alcune frasi scarabocchiate sul pezzo di cartoncino che l’anziano signore gli ha donato la mattina stessa. Il perchè del titolo “Crepapelle” lo scopriremo leggendo la storia del vecchio che si trova intramezzata durante tutta la lettura. “Crepapelle”, però, non è solo il nome che sceglie per se stesso il protagonista del passato, ma anche una parola chiave che fa da filo conduttore per tutta la durata della storia. E’ proprio l’epidermide, durante tutto il romanzo, che funge da spunto alla situazione di ognuno dei tre personaggi. Potrete scoprire il motivo solo leggendo questo testo molto appassionante e di riscatto nei confronti di una società basata sulla superficie (elemento che si ripropone con l’idea della pelle).

Come ho già detto, lo stile della scrittrice mi è piaciuto moltissimo: è preciso, pulito e corretto. Niente frasi ingarbugliate, niente strani errori di battitura (o grammaticali). Insomma, un bel libro da godersi e da cui prendere molti spunti: l’accettazione di se stessi, l’impegno nel voler guardare più in profondità della superficie, l’importanza dell’amore e della vita come cardini di ogni epoca.

Mi auguro di avervi incuriosito un po’. Voglio ringraziare Intrecci Edizioni per questa bella pubblicazione. Come sempre, fatemi sapere cosa ne pensate.

Vi auguro una buonissima giornata e tante belle letture 🙂

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