Libri da amare · Senza categoria

Possibilità Umane

Buongiorno lettori…

oggi vi parlo di un libro che ho adorato e di cui discuterò, insieme a molte persone, durante il club del libro di domani sera (Libreria Lucca Sapiens). Sono emozionatissima per questa opportunità e non posso che ringraziare Caterina, la mia libraia, per la fiducia che mi sta dando. Domani, ognuno, potrà esporre le proprie idee sul romanzo della Strout, “Tutto è possibile” (edito Einaudi). Non vedo l’ora di sentire il pensiero di ogni partecipante e di condividere con tutti le argomentazioni che ne verranno fuori.

Per quelli che non potranno partecipare lascio qui una mia breve “recensione”.

“Tutto è possibile” è un libro che andrebbe letto dopo “Mi chiamo Lucy Barton” sempre della Strout. Ammetto di non averlo fatto, era la prima volta che leggevo qualcosa di questa autrice ma mi è piaciuto moltissimo. Ho apprezzato tanto le ambientazioni, la caratterizzazione di ogni personaggio ma, soprattutto, l’uso dei diversi punti di vista per la descrizione di una stessa cosa. La Strout non è affatto banale e questo ha reso ancora più apprezzabile la lettura per me.

Le storie sono tante e si snodano tutte in una piccola cittadina dell’Illinois, Amgash. I diversi personaggi prenderanno, in maniera completamente diversa, la notizia dell’uscita del libro di Lucy Barton, la ragazza poverissima del posto che è riuscita a fuggire a New York e a diventare una scrittrice di fama nazionale (nonché protagonista del romanzo che anticipa questo di cui vi parlo). Ogni capitolo sviluppa una piccola crisi personale di personaggi sempre diversi, per questo mi ha ricordato lo stile dei racconti che cominciano con una crisi e la consumano fino all’ultima parola. Si parla di crisi personali, famigliari, quotidiane che tendono a sfociare nella generalità della vita e che raccontano di ognuno di noi. C’è un sottile filo che lega le esistenze dei personaggi, ciò che li accomuna non è solo l’appartenenza ad una stessa comunità ma, soprattutto, l’essere parte di una stessa categoria che è quella umana. Può sembrare un discorso scontato ma non lo è; l’esistenza non è mai scontata, la vita non lo è. La scontatezza non fa parte dell’esistenza di nessuno perchè le sorprese (positive e negative) sono sempre dietro l’angolo del nostro cammino metaforico. E’ proprio questa la bellezza di storie come quelle che racconta la Strout che mostra semplicemente la verità in tutte le sue sfaccettature e che riesce a far apprezzare “la banalità” di ogni giorno. Noi siamo le azioni che compiamo, siamo ciò che ci capita ogni giorno; dal gesto di prendere un caffè la mattina a quello di tradire chi amiamo.

Lo stile della Strout è semplice, asciutto e scorrevole. Ho adorato leggere le sue parole. Le proposizioni sono lineari, si applicano perfettamente alla realtà e non sono contorte. Il ritmo è lento, cadenzato dalla stanchezza di vivere, dall’agonia di un luogo che non offre possibilità di uscita.

“…e aveva capito perchè da sempre gli angeli sono raffigurati con le ali, perchè era stata quella la sensazione, come di un frullo d’ali, nemmeno un vero e proprio rumore, e subito dopo era stato come se Dio, che non aveva volto, ma era Dio comunque, gli si fosse stretto addosso per comunicargli senza bisogno di parole-brevemente, di sfuggita- un messaggio che Tommy interpretò in questo modo: Va bene così, Tommy.”

Insomma; ho apprezzato moltissimo questo libro, non posso che consigliarvelo.

Tutti pronti per il nostro primo incontro letterario? Vi aspetto giovedi 5 ottobre alle 21.00 alla libreria Lucca Sapiens in Borgo Giannotti (Lu).

Buona giornata e buonissime letture a tutti 🙂

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